Il mediatore
Il mediatore è un professionista che ha ricevuto una formazione specifica (regolata dal DM 222/04 e dal decreto dirigenziale del 24 luglio 2004 del Ministero della Giustizia). Il suo nominativo viene scelto dall'organismo presso il quale ci si rivolge e nessuna delle parti può scegliere, senza il consenso delle altre, chi sarà il mediatore.
Il mediatore, oltre alle sue competenze deve garantire:
- Indipendenza e neutralità - Non deve avere relazioni di tipo professionale o personale con nessuna delle parti; non deve avere alcun interesse di tipo economico o di altro genere che sia coinvolto dall'esito della mediazione, direttamente o indirettamente. Ha inoltre l'obbligo di informare le parti della presenza di circostanze tali da inficiare la sua indipendenza.
- Imparzialità - Deve agire con imparzialità e impegnarsi ad assistere nello stesso modo tutte le parti coinvolte dal procedimento.
- Riservatezza - Deve mantenere l'assoluta riservatezza su tutte le informazioni delle quali è venuto in possesso nel corso della mediazione (fanno eccezione i casi in cui sia obbligato dalla legge o da ragioni di ordine pubblico). Quasiasi informazione riservata a lui comunicata da una delle parti non potrà essere rivelata all'altra senza il suo consenso o a meno che non sia la legge a prevederlo.
Come diventare mediatore: formazione e opportunità di lavoro
Per diventare professionisti della mediazione occorre una formazione obbligatoria di durata non inferiore a 50 ore, con corsi teorici e pratici e una prova finale di valutazione. Prerequisiti sono una laurea universitaria triennale, non necessariamente in materie giuridiche, ovvero, in alternativa, l'iscrizione ad un ordine o collegio professionale (anche senza laurea).
I corsi hanno ad oggetto la normativa nazionale comunitaria e internazionale in materia di mediazione, la metodologia delle procedure facilitative e aggiudicative di negoziazione e di mediazione, le tecniche di gestione del conflitto e di interazione comunicativa, anche con riferimento alla mediazione demandata dal giudice, l'efficacia e l'operatività delle clausole di mediazione e conciliazione, la forma, il contenuto e gli effetti della domanda di mediazione e dell'accordo di conciliazione e, infine, i compiti e la responsabilità del mediatore.
Oltre alla formazione iniziale, il mediatore dovrà svolgere, con cadenza almeno biennale, un corso di aggiornamento formativo, durante il quale, in forma di tirocinio assistito, dovrà partecipare ad almeno venti casi di mediazione svolti presso organismi iscritti nel Registro.
Una volta diventati mediatori, per poter esercitare occorre chiedere ad un organismo accreditato di venire inseriti nel suo elenco dei mediatori. Nell'assegnazione degli affari di mediazione l'organismo terrà conto della specificità professionale del mediatore, desunta anche dalla tipologia di laurea universitaria posseduta.

